Si racconta che negli anni 50, il Quartiere Collodari durante il pranzo di ringraziamento festeggiasse la buona riuscita della festa con una processione del tutto particolare. Infatti veniva improvvisato un corteo dove la cassa processionale era sostituita da un tavolo rovesciato con un ombrellone per baldacchino e in veste della Suffragina un caratteristico personaggio del Quartiere detto "O baciccia do formaggio" che portato in trionfo, mostrava al popolo un fiasco di vino.

 

 

Correvano gli anni '60. Il quartiere Collodari, alla ricerca di un grande pirotecnico, decise di "sperimentare" i fuochi di scuola napoletana. Un membro del quartiere, fece il nome della ditta Liccardo che, tramite un sentito dire, ben figurò a Montecarlo in quello stesso anno. L' accordo si definì esclusivamente per lettera, specificando cifra e giorno in cui doveva essere eseguito lo spettacolo, la risposta positiva, sempre per lettera, non tardò ad arrivare. Otto settembre tutto era pronto, la processione immobile ad attendere l' omaggio pirotecnico, splendidi fuochi colorati e roboanti si dispiegarono sopra le teste dei presenti, lapilli di mille colori "piovevano" come petali di fuoco staccati dalla corolla di un fiore pirico. Incurante di questa pioggia di fuoco un componente del quartiere, come invasato, buttato a terra in ginocchio alzare gli occhi al cielo e baciare il suolo ripetutamente. Pieno di gioia incurante della pioggia di lapilli che gli cadevano intorno urlava in dialetto genovese : "Abbiamo trovato il fuochista che cercavamo".



Ultimo aggiornamento (Mercoledì 06 Gennaio 2010 18:18)